Verbale di progetto, 14 marzo

Notes From a Recent Planning Session

Due giorni in officina tra Salerno e la linea di assemblaggio: cosa abbiamo deciso sul ridisegno dell'interfaccia HMI per il banco di collaudo, e cosa resta ancora aperto.

Perché ci siamo seduti al tavolo

Il banco di collaudo della linea 4 lavora su tre turni e da mesi gli operatori segnalano la stessa cosa: la schermata di supervisione mostra troppi parametri insieme e le anomalie arrivano quando il pezzo è già uscito dalla stazione. Non è un problema di sensori, che sono tarati e rispondono bene. È un problema di come le informazioni vengono ordinate sull'HMI prima di finire nel log dello SCADA.

La sessione è partita da qui, non da una richiesta di restyling. L'obiettivo era capire quali grandezze servono davvero all'operatore in tempo reale e quali possono essere spostate nella vista storica consultabile a fine turno.

Cosa abbiamo messo sul tavolo

Abbiamo ricostruito il ciclo di collaudo pezzo per pezzo, cronometro alla mano, e confrontato i tempi con i dati registrati dal controllore. Tre cose sono emerse con una certa chiarezza.

  • La coppia di serraggio e la pressione del circuito idraulico vanno lette insieme: separarle su due pagine costringe l'operatore a cambiare vista proprio nel momento critico.
  • Il segnale di temperatura del gruppo motore ha senso solo come trend, non come valore istantaneo: oscilla di pochi decimi e genera allarmi inutili.
  • La telemetria verso il server SCADA può essere campionata a 200 ms senza perdere eventi rilevanti, alleggerendo il traffico sulla rete di campo.

Le scelte che abbiamo preso

La nuova schermata principale terrà coppia e pressione affiancate, con una soglia visiva unica. La temperatura passa in un pannello a parte con grafico a finestra scorrevole di due ore. I protocolli di comunicazione restano quelli attuali, Modbus TCP verso il PLC e OPC UA verso la supervisione, ma con un buffer locale che regge qualche secondo di disconnessione senza perdere il ciclo in corso.

Sul fronte sicurezza non abbiamo toccato la logica di arresto: quella resta cablata e indipendente dal software di supervisione. È un punto su cui non si discute, anche se allunga un po' i tempi di messa in servizio.

Quello che resta da verificare

Prima di andare in produzione serve un test su un turno intero con la nuova disposizione, per capire se il carico cognitivo sull'operatore scende davvero o se stiamo solo spostando il problema. Va anche rivisto il manuale di stazione, perché i riferimenti alle vecchie schermate non corrispondono più.

La prossima sessione è fissata per fine mese, con i dati del turno di prova sul tavolo. Se il confronto regge, si passa alla configurazione definitiva e alla formazione del personale.